Storia di un passerella inutile

Se non fosse un fatto drammaticamente vero, questa storia avrebbe tutti i contorni di una barzelletta. Il problema è che ci sono 200.000 euro che sono stati INUTILMENTE SPESI per la realizzazione della passerella che unisce l’ala sud e l’ala ovest della scuola primaria. Proviamo a raccontarvi come questa storia sia venuta a galla. Dovete però mettervi comodi, perché la storia, nella sua tristezza, è interessante, ma parte da lontano.

Incominciamo

Esattamente inizia nel dicembre 2019, quando arriva nelle case dei bolgaresi il ‘Notiziario del Comune’. In quelle pagine il sindaco descrivendo le opere pubbliche realizzate, parla delle nuove aule, dei nuovi bagni e della nuova sede della banda. A insospettire è il fatto che, mentre parla di questi interventi, si limita ad una descrizione delle opere, quando parla della passerella, e solo in questo caso, ritiene necessario sottolineare che è stata una necessità dettata dai vigili del fuoco. I latini in questi casi dicevano ‘excusatio non petita, accusatio manifesta’, un poco come quando vostro figlio inizia un discorso dicendo ‘non è stata colpa mia, mi han detto gli altri di fare così’, in genere davanti questi atteggiamenti cominciamo a preoccuparci. E anche in questo caso alcuni di noi, competenti in materia, si sono seriamente preoccupati. E hanno fatto bene, perché è iniziato un calvario che ha portato ai giorni nostri con situazioni a dir poco paradossali.

Primi passi alla ricerca

Il primo passo è l’8 gennaio, quando viene formalizzata la richiesta all’ufficio tecnico di poter effettuare un accesso agli atti per visionare i documenti.

Il primo schiaffo è il 15 gennaio, quando ci presentiamo all’appuntamento fissato e candidamente ci viene detto che si sono dimenticati di noi ed i fascicoli sono ancora in archivio. C’è pochissima roba che si possa vedere e quindi dobbiamo ritornare un'altra volta. Cominciamo bene! Si torna il 21 gennaio e i documenti presenti non sono completi. Non si sa dove siano e se ci siano le copie dei progetti che, però, risultano ufficialmente depositati al Comando dei Vigili del Fuoco di Bergamo, quindi ci viene chiesto di fare un elenco più preciso di quello che, secondo noi ci dovrebbe essere e che non è invece presente.

Insistiamo

Mandiamo la mail il 29 gennaio, ma fino al 06 marzo non ci fanno tornare. La documentazione è ancora incompleta. L’ultimo progetto approvato dal Comando dei Vigili del Fuoco non si trova, ce n’è solo uno del 2015 ma è evidentemente superato e infatti, il tecnico incaricato, pochi giorni prima ha depositato altra documentazione al Comando di Bergamo. In Comune anche di quest’ultima inizialmente sembra non esserci, poi, facendo notare che il Comando non accetta più documenti cartacei ma solo digitali, si smette di cercare tra i fogli e si inizia a cercare tra le mail. Almeno questa si trova. Olè! Usciamo con la promessa di ricevere tutto via mail e la speranza di avere finalmente qualcosa su cui ragionare. Arriva però il lockdown.

Il lockdown

Non si ferma il consiglio comunale, indetto per la settimana successiva, ma evidentemente si blocca la posta in uscita dall’ufficio tecnico, perché la mail promessa non arriverà mai. Il momento è drammatico per tutti e quindi evitiamo di appesantire l’operato dell’ufficio tecnico sollecitando l’invio dei documenti richiesti. Hanno sicuramente qualcosa di più urgente a cui pensare e non ha senso insistere. Almeno fino al successivo consiglio comunale, perché se è di nuovo tempo di incontrarsi, vuol dire che gli uffici sono tornati a muoversi con regolarità. Durante il consiglio comunale di giugno facciamo presente che siamo sempre in attesa di visionare la documentazione. Il Sindaco si dice stupito e convinto che il problema fosse già risolto, e non abbiamo motivo di pensarla diversamente, ma resta il fatto che dopo oltre sei mesi non è stato possibile avere la documentazione richiesta. È inammissibile.

Andiamo alla fonte

Per questo si decide di andare alla fonte. Se non possiamo vedere la copia della documentazione depositata al Comando dei Vigili del Fuoco, e che dovrebbe essere presente anche nell’ufficio tecnico comunale, chiediamo di vedere direttamente la copia depositata negli uffici di Bergamo. Con un colpo di coda finale, però, l’ufficio tecnico di Bolgare anticipa Bergamo e ci convoca, comunicando che possiamo recarci presso gli uffici e visionare tutto il fascicolo.

Convocazione del Consiglio Comunale

Prima di ciò, però, arriva un nuovo consiglio comunale, ed il caso vuole che, il Sindaco, sia chiamato a render conto degli interventi inerenti le opere pubbliche effettuati nel 2019. E’ il momento giusto per chiedere lumi e avere risposte e la domanda viene formulata in modo chiara e semplice: ‘Perché, dovendo intervenire per risolvere il medesimo problema su due edifici scolastici, si è scelto di realizzare una semplice scala dell’importo di 40.000 all’asilo nido, e si è scelto di realizzare una passerella che, oltre ad essere costata un enormità in più (quasi 240.000 euro) risulta essere meno funzionale se non addirittura dannosa per l’edificio visto che, ad esempio, risulta essere molto più invasiva nei cortili dove giocano i ragazzi e riduce drasticamente la luminosità delle aule al piano terra?’. La risposta del Sindaco, seppur più articolata, è semplicemente riassumibile nella frase di esordio: ‘E’ chiaro che da una valutazione superficiale può sembrare che poteva bastare una scala, ma in realtà le valutazioni fatte hanno portato alla conclusione che fosse necessario un intervento diverso, a servizio dell’intero edificio’. Inutile dilungarsi sul dibattito conseguente. Le parti non si sono avvicinate di un millimetro ed ognuno è rimasto convinto delle proprie ragioni.

Pellegrinaggio all'ufficio tecnico

Il 04 agosto, finalmente, ci rechiamo presso gli uffici e verifichiamo la documentazione che ci è stata consegnata, pensando che magari il viaggio a Bergamo ce lo possiamo risparmiare. Non c’è proprio tutto. Ma c’è quanto basta per farci pensare che, la procedura seguita sia un po' forzata, perché si pretende l’approvazione di opere ‘troppo difformi’ rispetto a quanto era indicato in precedenza. Sembra che manchi un pezzo. Ed arriva in soccorso la tecnologia. Questa fa miracoli, e ci basta un cellulare e la connessione ad Internet per accedere al sito del Comando dei Vigli del Fuoco di Bergamo e scoprire che, il giorno prima, era stato depositato un nuovo progetto inerente l’edificio scolastico. Perché?!?! Visto che siamo ancora in Comune, chiediamo all’ufficio tecnico di poterlo visionare, anche perché è parte integrante del fascicolo che avrebbero dovuto darci, senza che fossimo noi a farlo presente a e richiederlo. Ma ci viene detto che non è possibile perché servono alcuni giorni prima che, dal computer dell’ufficio protocollo al piano terra, il progetto arrivi al computer dell’ufficio al piano primo.

Alcuni giorni, nel 2020! Per passare dal un computer ad un altro quando, una qualsiasi mail, ci impiega pochi secondi. E quando in meno di un minuto abbiamo potuto constatare che si erano nuovamente dimenticati di farmi vedere il ‘pacchetto completo’. Ma lo sentiamo solo noi odore di bruciato? Usciamo sconsolati, con la consapevolezza che, se vogliamo vederci chiaro, l’unica possibilità sia andare a Bergamo.

9 mesi di tira e molla

In tutti questi mesi, e siamo arrivati al nono (nel frattempo sono nati bambini concepiti dopo che abbiamo deciso di vederci chiaro in questa storia), la cosa che più volte abbiamo pensato è stata: se non c’è niente da nascondere, perché non lasciarci vedere quello che dicono i documenti?

Gli atti presso i VVFF

Il 28 agosto, finalmente, abbiamo la possibilità di vedere l’intero fascicolo depositato al Comando dei Vigili del Fuoco di Bergamo. C’è il ‘vecchio’ progetto del 2017 che non ci è mai stato mostrato in Comune. Inequivocabilmente dice che smentisce le dichiarazioni del sindaco. Perché c’è un progetto approvato in cui non esiste nessuna passerella da 240.000 euro, ma è autorizzato l’utilizzo della scuola con la realizzazione di una semplice scala da 40.000.

Cosa troviamo

C’è una Segnalazione Certificata di Inizio Attività, con la quale si richiede di avviare l’attività scolastica (quindi fino ad oggi i nostri bambini hanno utilizzato una struttura inaugurata con tante belle foto di rito, ma che in realtà non potrebbero ancora utilizzare perché manca l’autorizzazione dei Vigili del Fuoco?!?!?!?!), depositata in data 28.02.2020 (ancora una volta pochi giorni prima del 06 Marzo, quando ci permisero di accedere all’ufficio tecnico… ora ci verranno a dire hanno sbagliato perché hanno dovuto fare le cose di fretta perché arrivamo noi a controllare!!)

La prova madre

Infine c’è la prova madre. Quella schiacciante. Quella che non ammette repliche ed inchioda ognuno alle proprie responsabilità. La risposta del tecnico dei Vigili del Fuoco incaricato del procedimento che, a seguito del sopralluogo, scrive: Dall’esame dei luoghi e della documentazione agli atti e/o resa disponibile dal titolare in fase di sopralluogo è emerso che, LA SCALA DI SICUREZZA ESTERNA, PREVISTA DAL PROGETTO APPROVATO di riferimento n. 15951 del 19.07.17 NON È STATA REALIZZATA.

E la passerella che c'entra?

In luogo della presente scala esterna prevista, È STATA REALIZZATA UNA PASSERELLA che collega la nuovo porzione del primo piano con l’edificio esistente. TALE MODIFICA, NON PREVISTA DA PROGETTO APPROVATO, è sostanziale ai fini della prevenzione incendi e DEVE ESSERE APPROVATA DAL COMANDO scrivente secondo quanto previsto dall’art. 3 del DPR 151/11. Pertanto E’ NECESSARIO SOTTOPORRE A PREVENTIVA APPROVAZIONE LA VARIANTE AL PROGETTO APPROVATO (prto. 15951 del 19.07.17) ai sensi dell’art. 3 del DPR 151/11 con le procedure di cui al DM 07.08.12.

E quindi?

Al di là dell’aspetto burocratico, che sicuramente si potrà risolvere seguendo un corretto iter procedurale, resta il fatto che E’ CERTO CHE QUANTO DICHIARATO DAL SINDACO E’ FALSO. E la domanda che sorge ancora più spontanea diventa: se è provato che la passerella non era prevista dal progetto, se è dimostrato che non era necessario realizzare l’intervento, se è confermato che non aumenta la sicurezza dell’edificio, se diventa evidente che non ci sono vantaggi per gli studenti….

A chi ha giovato fare questo intervento? E soprattutto, se è chiaro che sono stati spesi inutilmente 200.000 euro di soldi pubblici… chi paga? Il tecnico antincendio? Il progettista dell’intervento sulla scuola? Il sindaco? La vecchia o nuova amministrazione?